Da catalogo prodotti
a venditore AI 24/7
Come ho analizzato gli attriti di un sito-catalogo e progettato un assistente AI che accoglie il visitatore, capisce cosa cerca e lo accompagna all'acquisto — anche di notte, anche in un'altra lingua. Non "che bel prodotto": come ho ragionato.
Un bel sito che non vendeva
Il punto di partenza è tipico delle piccole attività: un sito curato, con catalogo prodotti e contatti. Bello da vedere, ma passivo. Il visitatore arriva, guarda, e se ha una domanda… la tiene per sé. Il sito mostra, ma non accoglie e non guida. L'obiettivo del progetto non era "fare un chatbot", ma recuperare le conversioni che si perdono nel silenzio tra una visita e un contatto.
🎯Obiettivo
Trasformare un catalogo statico in un sistema di vendita assistita, attivo 24/7, senza aggiungere personale.
🧩Vincoli
Budget di una piccola attività, nessun team tecnico interno, sito già esistente da non rifare da zero.
📌Mio ruolo
Dall'analisi del problema alla messa in produzione: ricerca, UX, scelte di prodotto, prompt, delivery.
Visite tante, risposte zero
Mappando cosa succede davvero quando un utente entra nel sito, emergono cinque problemi ricorrenti — tutti che costano clienti, in silenzio.
- Nessuna risposta immediata. L'utente ha una domanda nel momento dell'interesse, ma trova solo un modulo "contatti" o un numero. L'attimo passa.
- Domande ripetitive senza presidio. Orari, disponibilità, "avete questo?", "fate consegne?": le stesse domande, mille volte, spesso fuori orario.
- Lead persi fuori orario. La maggior parte delle visite arriva quando l'attività è chiusa. Chi non riceve risposta subito, non torna.
- Scelta del prodotto difficile. Cataloghi ampi senza nessuno che orienti: il visitatore si perde e abbandona invece di acquistare.
- Barriera linguistica. In una città turistica come Las Palmas, italiano, spagnolo e inglese convivono: un sito monolingua taglia fuori clienti reali.
Dove si rompe il customer journey
Prima di costruire qualsiasi cosa, ho ricostruito il percorso reale dell'utente e individuato i punti in cui l'interesse si spegne. È qui che si decide se una visita diventa un cliente.
📉Punto di abbandono critico
Tra "dubbio" e "contatto" non c'è ponte. Il salto da catalogo passivo ad azione (scrivere, chiamare) è troppo alto: l'utente lo evita.
🕊️Comportamento osservato
Picchi di traffico serali e festivi — esattamente quando nessuno può rispondere. La domanda esiste, l'offerta di risposta no.
Le frizioni da togliere
Tradotti i problemi in attriti UX concreti, la progettazione ha avuto un obiettivo chiaro: ridurre lo sforzo dell'utente a ogni passo.
⏳Latenza di risposta
Il tempo tra domanda e risposta era "ore o mai". Va portato a secondi, in qualsiasi momento.
🧭Mancanza di guida
Nessuno aiuta a scegliere. Serve un'entità che orienti in base al bisogno, non un muro di prodotti.
🧊Canali freddi
Form e numeri creano distanza. Serve un punto di contatto caldo e conversazionale, percepito "di casa".
🌍Lingua
L'utente deve poter parlare nella sua lingua, senza pensarci. Altrimenti rinuncia.
Perché queste scelte
Ogni scelta di prodotto risponde a un attrito preciso. Non tecnologia per moda: tecnologia al servizio del problema.
I bot a regole rispondono solo a ciò che prevedi e frustrano l'utente con menù rigidi. Riproducono l'attrito, non lo tolgono.
Un assistente AI in linguaggio naturale: l'utente scrive come parla ("mi serve qualcosa per una cena") e viene capito e guidato.
Un widget anonimo è freddo e dimenticabile. Non costruisce relazione né brand.
Una mascotte coerente col brand (per Il Raviolo, "il Raviolino") rende il contatto caldo, memorabile e riconoscibile.
Un pubblico internazionale su un sito monolingua è pubblico perso prima ancora di iniziare.
Riconoscimento e risposta in italiano, spagnolo e inglese in automatico: zero attrito linguistico.
Rispondere non basta: bisogna accompagnare alla decisione senza essere invadenti.
Tono, sequenza delle domande e micro-spinte (riprova sociale, urgenza onesta, una sola CTA chiara) per guidare alla scelta con rispetto.
Il sistema, ad alto livello
Il prodotto è un sistema modulare che si installa con una riga di codice su qualsiasi sito, senza toccare il resto. Ecco i blocchi e cosa fa ciascuno.
🪟Frontend / widget
Una "pallina" non invadente che si carica in modo asincrono, si adatta al brand e non rallenta il sito.
🎭Personaggio
Avatar/mascotte coerente col brand: identità visiva del contatto, non un'icona qualunque.
🧠Prompt engineering
Il "carattere" e le regole dell'assistente: cosa dire, come, cosa non promettere mai.
📚Knowledge base
Prodotti, servizi, orari, regole: l'assistente si configura leggendo il sito e i dati reali dell'attività.
🧬Profilazione
Capisce chi è l'utente e cosa cerca attraverso poche domande naturali, per personalizzare la risposta.
🛒Raccomandazione
Suggerisce il prodotto/servizio più adatto e porta all'azione: acquisto o contatto diretto su WhatsApp.
Obiettivi raggiunti
Il sistema è online e in produzione su clienti reali (Il Raviolo Bottega, GAS Project). Sono onesto sui dati: non riporto percentuali che non posso ancora documentare. Riporto invece gli obiettivi di prodotto centrati, verificabili nell'esperienza stessa.
- Risposta immediata, 24/7. La latenza domanda→risposta passa da "ore o mai" a pochi secondi, sempre.
- Attrito ridotto. Il salto "dubbio → azione" è colmato: si conversa nel sito, senza moduli freddi.
- Esperienza guidata. L'utente non è più solo davanti al catalogo: viene orientato fino alla scelta.
- Nessuna barriera di lingua. Italiano, spagnolo, inglese gestiti in automatico.
- Scalabilità. Lo stesso sistema si replica su un nuovo cliente in tempi brevi, configurandosi dal suo sito.
- Routing alla conversione. Ogni conversazione "calda" finisce dove serve: WhatsApp o pagina giusta.
Cosa mi porto a casa
Il valore di un progetto non è solo il prodotto finito, ma il metodo che resta.
①Il problema prima della tecnologia
L'AI non era la risposta: era lo strumento. La risposta era "togliere l'attrito tra dubbio e azione". Partire dal problema evita prodotti inutili.
②Il calore è una funzione
Personaggio e tono non sono estetica: riducono la distanza percepita e aumentano la fiducia. La UX emotiva converte.
③Onestà sui numeri
Meglio obiettivi verificabili che metriche gonfiate. La credibilità è un asset di prodotto.
④Progettare per la replica
Costruire pensando alla scalabilità (auto-configurazione dal sito) trasforma un lavoro su misura in un prodotto.
Il prodotto è online, e parla.
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